Apertura scuole dopo la Befana. Natale: si va verso il Dpcm

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Redazione

Le scuole riapriranno dopo la Befana. Una scelta che il governo ha deciso di adottare  dopo che  le Regioni hanno chiesto che la didattica a distanza venga prolungata sino a dopo le vacanze di Natale.

Una  linea che è emersa con forza nella riunioni della Conferenza Stato-Regioni, convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, in vista del decreto che regolerà aperture e chiusure dal 4 dicembre.

La richiesta delle Regioni di tenere le scuole chiuse il governo è orientato ad accoglierla già nel Dpcm del 4 dicembre anche se una risposta potrebbe arrivare solo dopo la riunione che oggi avranno i capidelegazione anche in vista di un nuovo decreto ristori.

Il nodo da sciogliere rimane sempre quello degli spostamenti degli studenti e della capienza dei mezzi di trasporto al 50%.

Sugli spostamenti tra regioni si attende il nuovo aggiornamento sul monitoraggio della curva del contagio, previsto per oggi. Se buona parte dell’Italia tornerà in zona gialla lo spostamento potrebbe essere consentito. In caso contrario niente, anche se si intravede  l’ipotesi di permessi speciali per raggiungere i parenti stretti e i congiunti.  In quanti a tavola per il cenone della vigilia, il pranzo del 25 e l’eventuale serata di Capodanno? Non ci saranno regole imposte ma forti raccomandazioni – su questo ci sono pochi dubbi – mentre il numero di presenti potrà variare dall’attuale (sei) al modello Germania (dieci).

Sulla messa di mezzanotte, è il ministro Boccia  ha commentato che “Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia. Eresia è non accorgersi dei malati, delle difficoltà dei medici, della gente che soffre».

Inoltre apertura più ampia per i negozi per lo shopping natalizio, in modo da  ridare ossigeno all’economia: l’ipotesi di apertura fino alle 22:00 servirà a ridurre gli  assembramenti.

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