Conte: “Lockdown totale? C’è una strategia. Per Natale non immaginiamo pranzi affollati”. E sulla Calabria: “Gino Strada è buon nome”

Redazione

Intervistato da Massimo Giannini su la Stampa, il presidente del Consiglio ha dichiarato che il governo è al lavoro per evitare una chiusura totale. E per il 2021 è pronto a rinnovare i ristori per le attività costrette a fermarsi. Sul vaccino, ha garantito, il piano di distribuzione sarà “presto in Parlamento”

Lavoro per evitare il lockdown totale. La curva sta salendo, ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervistato da Massimo Giannini su la Stampa, ha assicurato che il governo “ha una strategia” e la chiusura totale non è la prima strada che verrà presa in considerazione. Quindi ha anche annunciato che l’esecutivo è pronto ad aumentare i ristori, anche nel 2021. Mentre sul vaccino, il piano sarà “presto in Aula”. Per Natale, l’invito è a festeggiare in famiglia, ma con prudenza: “Il nostro obiettivo è un Natale dove non si mortifichino né i consumi né gli affetti, ma non possiamo immaginare feste e pranzi affollati“. Solo ieri la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa aveva parlato di un provvedimento allo studio dell’esecutivo per regolare le prossime festività: “Sarà possibile per le famiglie riunirsi in nuclei ristretti”, aveva detto sempre a la Stampa. Il premier per il momento si è limitato a prendere tempo, anche per capire come evolveranno i contagi nei prossimi giorni.

Il premier ha anche parlato delle evoluzioni sul fronte sanità calabrese, dopo le polemiche per la nomina del nuovo commissario Guglielo Zuccatelli e le sue frasi contro l’uso della mascherina. “E’ stato giusto intervenire per cambiare il vertice”, ha commentato Conte. “Il nuovo commissario ha fatto dichiarazioni inaccettabili, di cui si è scusato”. Ma soprattutto non ha smentito l’ipotesi, invocata soprattutto dal fronte M5s, che venga coinvolto Gino Strada: “Può essere un buon nome per rafforzare la squadra”. Proprio ieri, fonti di Palazzo Chigi, avevano rivelato una telefonata tra i due.

Una delle ipotesi circolate con insistenza è che il governo stia valutando un lockdown totale dal 15 novembre in poi nel caso in cui la crescita dei casi non rallentasse. Una strada che però, stando a quanto detto oggi dal premier, si cerca di scongiurare il più a lungo possibile. “Lo ribadisco”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, “il lockdown generalizzato non può essere la nostra prima scelta, avrebbe costi troppo elevati, significherebbe dire al Paese che non abbiamo una strategia. E invece noi una strategia ce l’abbiamo, e ci aspettiamo che dia risultati a breve”. “Il quadro epidemiologico si conferma molto preoccupante, non solo in Italia ma in tutta Europa. Monitoriamo costantemente l’andamento del contagio, la reattività e la capacità di risposta del nostro sistema sanitario, e soprattutto confidiamo di vedere a breve gli effetti delle misure restrittive già adottate”, ha detto ancora Conte respingendo l’accusa che il governo abbia sprecato i mesi estivi. “Abbiamo raddoppiato i letti di terapia intensiva, immesso nei servizi sanitari oltre 36mila tra medici e infermieri, decuplicato la capacità di effettuare tamponi. Dobbiamo fare di più, ma siamo uno Stato di diritto, non invadiamo arbitrariamente la sfera personale dei cittadini”. Sul vaccino, “lo scorso 2 novembre ho informato il Parlamento di avere invitato il ministro Speranza a predisporre un piano nazionale per garantire la sicurezza e la distribuzione del vaccino. Porteremo presto questo piano in Parlamento in modo da chiarire pubblicamente i criteri e le priorità con cui procederemo alla distribuzione delle dosi”. Per quanto riguarda il confronto con le opposizioni, il premier ha ribadito la disponibilità a un tavolo di confronto.

Conte ha quindi riconosciuto agli italiani uno sforzo per rispettare le misure di restrizione e adattarsi in una situazione “I cittadini meritano un plauso per l’abnegazione e il senso di responsabilità fin qui dimostrati, salvo rare eccezioni. Sappiamo i sacrifici che stanno affrontando, sotto il profilo economico e quello strettamente personale. A loro però dobbiamo chiedere un ulteriore sforzo: la situazione, in tutta Europa, è critica. Ognuno deve fare il suo. Ne usciamo solo con un impegno collettivo: lo Stato siamo tutti noi”. Nella lunga intervista Conte difende l’adeguatezza delle risorse stanziate con il doppio decreto Ristori. E in caso di necessità, ha annunciato, saranno rinnovati: “In ogni caso siamo pronti a intervenire a favore di tutti coloro che subiranno ulteriori perdite, anche ricorrendo a uno scostamento sul 2021 e a una revisione del tendenziale sul 2020″.

Infine, parlando degli Usa, ha confermato di non aver ancora sentito Joe Biden: “No, non ho ancora sentito il presidente eletto, confido di non farlo nelle prossime ore”. Ma, “non è il tempismo di una telefonata che migliora o peggiora le relazioni transatlantiche”. E sul suo predecessore ha detto: “La qualità dei miei rapporti personali con il presidente Trump è stata ottima”. Adesso “dobbiamo offrire a Joe Biden e a Kamala Harris la nostra massima disponibilità a collaborare, insieme anche ai nostri partner europei, per sconfiggere la pandemia e ricostruire le nostre società e le nostre economie in modo più sostenibile”.

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