Gela, Patto per il sud, 22 milioni e mezzo di euro per il nuovo stadio: il Comune non abbandoni le grandi infrastrutture

Redazione

Ing. Francesco Agati

L’abbandono di edifici privati, commerciali e sportivi pubblici, di infrastrutture quali porto, ferrovia, autostrada, è un segnale di crisi e di debolezza per un Comune, per il Comune di Gela.

Gli edifici chiusi hanno ripercussioni profonde sul tessuto sociale, culturale ed economico di una comunità già in difficoltà, dato che il numero di strutture vuote va di pari passo con l’aumento del tasso di criminalità, micro delinquenza e di disoccupazione. 

L’abbandono di strutture sportive pubbliche, di appartamenti e negozi privati, di infrastrutture, è contemporaneamente causa e conseguenza della diminuzione delle opportunità lavorative per i cittadini e le imprese e provoca un crollo del valore degli immobili, e causa disagio nella salute sociale-psicologica pubblica, oltre a determinare costi elevati per l’amministrazione locale che non riesce a ricavare benefici dalle opere ma ha solo costi di gestione pubblica.

I manufatti in calcestruzzo e le realizzazioni in legno, hanno un ciclo vitale, può essere più o meno lungo, incide la manutenzione e il restauro conservativo, una volta terminato, li porta all’abbandono e alla demolizione. Il loro destino, però, non è sempre segnato: è infatti possibile recuperare strutture e materiali. Lo studio di questo andamento ciclico prende il nome di domicology.

Il Comune di Gela ha una brutta abitudine di realizzare impianti di non darli in gestione a privati, di renderli fatiscenti, non è da meno il campetto V.Presti dove la copertura della tribuna non ha mai subito restauro, ristrutturazione e manutenzione. 

Colpa di questa situazione. Oggi Gela è tra i pochi campi di calcio privi di copertura per gli spettatori, ancora una volta gli amministratori dimostrano insensibilità, inefficacia, inefficienza e incapacità gestionale della cosa pubblica, si amministra senza programmazione, a vista, Gela è una piuma sparsa al vento.

Con l’avvio delle varie competizioni pur dilettantistiche restiamo basiti nel costatare che il  Vincenzo Presti è “open space for the public”, ovvero senza spazi per il pubblico al coperto.

Non abbiamo mai accettato la decostruzione della tettoia per la tribuna, doveva essere ripristinata con interventi mirati permettendo così di ottenere l’agibilità, quale medico taglierebbe un braccio per una lesione ad un dito, una scelta architettonica che lascia basiti gli addetti ai lavori tecnici-legali.

Chi ha avuto questa brillante idea non ha pensato che gli operatori , gli sportivi non potranno assistere sotto le intemperie climatiche, e che sarà impossibile effettuare registrazioni video e audio se ci dovessero essere precipitazioni atmosferiche.

Avendo la certezza della scarse risorse economiche del Comune di Gela, e delle scarse idee degli amministratori, il nostro studio è pronto a donare un progetto di copertura per creare una piccola tribuna vip con 250 posti coperti che servirà anche a proteggere giornalisti e pubblico.

Abbiamo pensato di coprire 300 mq di tribuna con una tensostruttura sorretta e ancorata in tubolari in acciaio e legno rovere che si rafforza e irrobustisce con l’umidità, di 30 metri X 10 metri, data la sua facilità di costruzione (montaggio), la sua efficienza, la sua economicità, e la sua rapidità per essere autorizzata nell’esecuzione dagli enti, è la migliore scelta progettuale per risolvere un problema scarsamente attenzionato dall’amministrazione comunale di Gela.

La tensostruttura a trazione largamente in uso per la sua durata e la facilità di manutenzione; è ampiamente utilizzata per la copertura anche di grandi dimensioni di tribune e gradinate in tutto il mondo. Una soluzione provvisoria.

Il campetto Vincenzo Presti ormai non è più adatto per fini calcistici di un certo livello, piccolo, non regolamentare, antico, angusto privo di parcheggi che ha però un’area e una ubicazione perfetta per costruirci un centro commerciale a più piani, la zona è commercialmente strategica ed interessante. 

Che il Comune lavori seriamente per il nuovo stadio in C.da Macchitello, ricordo che sono stati finanziati 22 milioni e mezzo di euro per i fondi: “Patto per il Sud”, l’investimento totale ammonta a 60 milioni di euro. Da progetto. Un impianto moderno con una capienza di 12 mila spettatori, con palestra, zona ristoro e spazi commerciali. Il Rup dovrà renderlo cantierabile ma senza i solleciti del Comune tutto è vano.

Nell’ambito di questo nuovo stadio già con fondi certi del Patto per il Sud, la Regione ha emesso il decreto di finanziamento trasmesso al Comune di Gela. 

Gli eventi sportivi attraggono migliaia di persone facendo conoscere la città in tutta la nazione, gli introiti sono di milioni di euro per poche ore di spettacolo sportivo.  

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