Pensioni, novità in arrivo per Ape Sociale, opzione donna e isopensione

Rinviato a dopo la manovra il capitolo Quota 100. Part time verticale equiparato a quello orizzontale

Roma, 14 ottobre 2020 –  E’ ampio il menù di interventi in arrivo con la legge di Bilancio in materia di pensioni. Si va dalla proroga al 2021 di Ape sociale opzione donna alla possibile estensione (ma al Ministero dell’Economia fanno resistenza) ai lavoratori “fragili” della via di uscita con 41 anni di contributi e con lo stesso Ape agevolato. Ma nel pacchetto a breve termine dovrebbero entrare anche l’equiparazione a fini contributivi del part time verticale a quello orizzontale e la previsione di due anni di indennità di disoccupazione (Naspi) per i lavoratori ai quali le imprese permettono di uscire con il pensionamento anticipato detto “isopensione”. Fino al lancio di un nuovo periodo di sei mesi per l’adesione ai fondi pensione con la formula del silenzio-assenso.

Quota 100

E’ rinviato al dopo manovra il capitolo delicato e complesso del superamento di Quota 100 a partire dal 2022 e delle modalità per evitare che da quella data scatti lo scalone di 5 anni per conquistare la pensione. Mentre dovrebbe essere la legge di Bilancio a risolvere il nodo dell’impatto del Pil negativo di quest’anno sulla rivalutazione dei versamenti nell’ambito del sistema contributivo: è stato fatto nel 2015 e non ci dovrebbero essere ostacoli a farlo oggi con un Prodotto interno lordo anche più negativo di allora.

Le ultime notizie

Ma torniamo al pacchetto di misure che entrerà nella legge di Bilancio. Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, al tavolo di questa mattina con i responsabili di settore di Cgil, Cisl e Uil ha indicato gli interventi che con relativa certezza saranno inseriti nel provvedimento: oltre alla misura per sterilizzare gli effetti negativi del Pil sulla rivalutazione del montante contributivo, ci saranno la proroga dell’opzione donna e dell’Ape sociale (con l’allargamento della platea di quest’ultima a chi non percepisce la Naspi); la piena copertura previdenziale per il part-time verticale; la riduzione della soglia da 1.000 a 500 dipendenti per il contratto di espansione; il mantenimento fino a 7 anni dell’isopensione, valutando la possibilità di introdurre la Naspi per il primo periodo di uscita; la definizione di un periodo di silenzio-assenso per rilanciare l’adesione alla previdenza complementare.

Rimane aperto il nodo “lavoratori fragili” (immunodepressi, cardiopatici, altre categorie), per i quali il Ministro del Lavoro dovrà vedersela con quello dell’Economia. Così come è oggetto di braccio di ferro con il dicastero di Via XX Settembre la rimodulazione più favorevole dei contributi previsti per determinate categorie di lavoratori per accedere all’Ape sociale: edili, agricoli e marittimi. O l’estensione del concetto di lavoro gravoso a profili professionali come il personale sanitario e socio-assistenziale.

@Quotidiano.net

 

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