FANTASTICA scienza.

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Redazione

Uno studio dice che le persone attraenti non fanno bene al cervello

Avete mai provato quella strana forma di imbarazzo di fronte a una persona molto bella? Certo, la bellezza è soggettiva, ma volendo dare per buoni quei canoni che universalmente si associano alla “piacevolezza” di un volto e/o di un corpo – regolarità dei lineamenti, occhi grandi, forme proporzionate – vi sarà capitato di provare un certo disagio di fronte a persone “belle” per definizione, anche senza esserne necessariamente attratti in maniera sessuale o romantica.



Secondo uno studio del Kinsey Institute riportato dall’Atlantic, infatti, è semplicemente una questione di chimica del cervello. Come ha spiegato l’antropologa biologica Helen Fisher, che studia proprio il funzionamento dell’attrazione: «Quando vedi una persona attraente, l’area tegmentale ventrale sinistra del cervello si attiva e pompa la dopamina. La dopamina è uno stimolante per il cervello, quindi alcune persone potrebbero reagire con sorpresa o imbarazzo». L’area tegmentale ventrale destra, invece, fornisce la dopamina che alimenta l’amore romantico, ragion per cui «le due risposte sono simili ma neurologicamente distinte, il che significa che ciò che le persone provano quando vedono una bella faccia che non conoscono non è necessariamente un desiderio di romanticismo o addirittura di sesso», dice Fisher, che ha paragonato questa interazione a quando «si osserva un bel dipinto, che può far salire il livello di dopamina e farci sentire intontiti».


La colpa di quell’inettitudine, però, non è della sola dopamina: c’entra anche il cortisolo, il fantomatico ormone dello stress. Interagire con una persona canonicamente bella può provocare dei picchi di cortisolo e quindi farci sentire stressati. Nella nostra concezione di bellezza finiscono poi un sacco di fattori e non sempre la reazione a essa è di tipo negativo: la scarica di adrenalina, infatti, può anche funzionare da rinforzo della propria autostima, mentre bisogna considerare anche quella specifica pressione sociale cui le persone belle sono sottoposte, e cioè di dover sempre dimostrare di essere molto più che una bella faccia.




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